Archivio

Archivio Lorenzo Bonechi è un’associazione culturale costituita dagli eredi dell’artista, Stefania Bonechi Papi e Giovanni Bonechi, per la tutela e la valorizzazione dell’opera di Lorenzo Bonechi.

L’Archivio Lorenzo Bonechi custodisce il materiale e la documentazione riguardante l’opera dell’artista ed è visitabile su appuntamento. L’Archivio collabora alla realizzazione di mostre, cataloghi e iniziative volte a promuovere e divulgare la conoscenza dell’opera di Lorenzo Bonechi. In correlazione allo studio e alla catalogazione delle opere, l’Archivio emette certificati di autenticità. In caso di acquisizioni di opere già avvenute, saremmo grati ai nuovi proprietari che volessero mettersi in contatto con noi.

«Sono cresciuto all’ombra dei portici», 1985, inchiostro su carta. Quaderno 006, 20,2 x 14,5 cm, Archivio Lorenzo Bonechi

«Sono cresciuto all’ombra dei portici / rinascimentali / con la sensazione precisa / della pietra serena / e dell’intonaco bianco passata nella memoria / attraverso le dita / mi è abituale lo spazio equilibrato / medievale delle piazze e le strade disposte a croce / e le forme geometriche delle case coloniche / sparse negli orizzonti aperti come un / anfiteatro / disposte in ordine fra i campi / il bosco le Balze e l’Appennino».

«Sono cresciuto all’ombra dei portici», 1985, inchiostro su carta. Quaderno 006, 20,2 x 14,5 cm, Archivio Lorenzo Bonechi


«Sono cresciuto all’ombra dei portici / rinascimentali / con la sensazione precisa / della pietra serena / e dell’intonaco bianco passata nella memoria / attraverso le dita / mi è abituale lo spazio equilibrato / medievale delle piazze e le strade disposte a croce / e le forme geometriche delle case coloniche / sparse negli orizzonti aperti come un / anfiteatro / disposte in ordine fra i campi / il bosco le Balze e l’Appennino».

«Sono cresciuto all’ombra dei portici», 1985, inchiostro su carta. Quaderno 006, 20,2 x 14,5 cm, Archivio Lorenzo Bonechi

«Sono cresciuto all’ombra dei portici / rinascimentali / con la sensazione precisa / della pietra serena / e dell’intonaco bianco passata nella memoria / attraverso le dita / mi è abituale lo spazio equilibrato / medievale delle piazze e le strade disposte a croce / e le forme geometriche delle case coloniche / sparse negli orizzonti aperti come un / anfiteatro / disposte in ordine fra i campi / il bosco le Balze e l’Appennino».

Castelfranco Piandiscò
(Arezzo), IT

IT